Spagna Low Cost. Come viaggiare tre settimane per la penisola iberica al prezzo di una settimana a Ibiza – I puntata: Tossa de Mar

Ok ok, lo ammetto fin da subito. Nelle spese totali di questo viaggio non ho calcolato l’usura delle gomme e della mia auto, e 5200 chilometri sulla focus SW non sono pochi… ma un bel viaggio richiede tanti chilometri, tanta strada… se no prendevo la superstrada e me ne andavo ai lidi ferraresi, con la certezza che il budget sarebbe stato insufficiente.

Ok ok, lo ammetto fin da subito. Nelle spese totali di questo viaggio non ho calcolato l’usura delle gomme e della mia auto, e 5200 chilometri sulla focus SW non sono pochi… ma un bel viaggio richiede tanti chilometri, tanta strada… se no prendevo la superstrada e me ne andavo ai lidi ferraresi, con la certezza che il budget sarebbe stato insufficiente.

Non so perché, ma quando viaggio fuori dall’Italia ho sempre una strana sensazione, una roba simile a quella che deve aver provato chi ha investito tutti i propri risparmi nella Parmalat, quella sensazione che ti fa esclamare: “ma allora mi hanno sempre preso per i fondelli!”

Chi mi ha preso per i fondelli? Ma i miei conterranei, è ovvio.

Provate ad immaginare di partire per un viaggio in Italia il primo di agosto, senza nulla di prenotato, con un budget non eccessivo (tipo metti in conto una settimana ad Ibiza a ferragosto), e l’impudente arroganza di voler star via tre settimane. A parte il necessario spirito di adattamento che servirà a sopportare 22 notti in auto (figurati dove trovi posto in agosto, senza prenotare), il budget si dimezzerà alla prima azzardata cena di pesce al Bagno Mario di Lido Sgangheri.

Poi succede che dici “vabbé… allora parto per la Spagna”. Il primo di agosto riempi il baule, rischi di dimenticare alcuni attrezzi fondamentali tipo le pinne ed il materassino, ti siedi sul sedile, punti il navigatore su Ventimiglia-Francia-confine di stato, e vai.

Premetto che Parigi è una delle mie città preferite; ma la Francia, lì dove l’han messa, se uno deve andare in Spagna, è proprio in mezzo alle balle.

Se solo l’avessero spostata un po’ più a nord, il viaggio verso la Costa Brava risparmierebbe al contachilometri la fatica di dover contare 500 inutili chilometri su strade piuttosto care, con pedaggi ad ogni sbadiglio  e con distributori che propongono benzine probabilmente aromatizzate al tartufo, visti i prezzi spaventosi. L’unica oasi Francese nel viaggio verso la Spagna è quella di Traffico, ovvero l’autogrill. Spaziose, confortevoli e, naturalmente, carissime, le zone di sosta lungo le autostrade francesi offrono aree verdi attrezzate, bagni quasi sempre decenti, pessimi caffé, ottime baguettes e sono frequentatissime da gente che si rifocilla o riposa anche per tutta la notte, ma mai affollatissime.

La sosta in Francia per noi è d’obbligo, visto che partiamo dal Nord Est Italia… così ci addormentiamo sognando le spiagge della Costa Brava.

La mattina successiva il confine ci sorprende anche troppo presto. Attraversate le ex dogane, l’economia torna a sorriderti, i prezzi delle autostrade scendono, la benzina costa meno anche rispetto all’Italia e il cibo… beh… con tutto il rispetto per la nouvelle cousine, finalmente siamo in Spagna.

Per dirla tutta, questo era il secondo anno di scorribande per la Spagna, quindi sapevamo già come orientarci e dove andare; ma lo scorso anno no…

Anche allora partimmo senza prenotare, arrivammo a Tossa de Mar il 3 di agosto, dopo rapida visita francese al castello-città di Rennes le Chateau.

Premetto che Tossa è una località turistica molto bella ed assai frequentata, soprattutto in Agosto; unisce lo splendido mare e i meravigliosi paesaggi della Costa Brava ad un piccolo paese non eccessivamente costruito, dotato di zona storica e affascinante castello arroccato sul mare.

Appoggiata l’auto in divieto di sosta, nella zona taxi di fianco all’ufficio informazioni turistiche, mi appresto a sfoggiare tutte la mia conoscenza della lingua spagnola con la signora dell’ufficio che mi guarda sorridente, già pronto ad una lunga ricerca di una camera ad un prezzo decente:

“Ola”, esordisco, “estoy buscando…”

“Buongiorno”, mi risponde in italiano, “le dò il depliant con tutti gli alloggi di Tossa, ne scelga uno di suo gradimento che poi lo ci penso io a telefonare…”

Non male come accoglienza, direi. Spiego alla signora che sono arrivato in auto e mi serve un alloggio con parcheggio, così lei mi consiglia un Hostal a 200 metri di distanza dall’ufficio informazioni che ha anche posti auto, compone il numero e, prima ancora che io decida in che lingua rispondere, stà gia parlando in catalano con quelli dell’Hostal: “Sono quarantasei euro a notte”, mi comunica in attesa di conferma. Penso tra me e me che , probabilmente, quarantasei euro a testa per un alloggio in agosto a tossa, parcheggio compreso, non siano nemmeno troppi: “Il parcheggio è compreso?”, chiedo. “Certo”, mi risponde l’assistente turistica, “46 a camera, posto auto compreso, colazione esclusa, Per quella sono 5 euro in più…”

Vorrei sottolineare: quarantasei euro a camera, non a testa, per una doppia con bagno in un hostal in centro a Tossa de Mar a 600 metri da un mare trasparente e dai verdi riflessi. Ok, la camera non è una suite reale con Jacuzzi e rubinetteria d’oro, ma c’è tutto quello che serve. Per la cronaca, l’Hostal è l’Horta Rosell, ma non provate a prenotare; la signora che manda avanti la baracca non ha mail, solo telefono o un fax, ma se non sa chi siete, se non ci siete già stati e vi fate riconoscere, non vi risponderà.

Quest’anno sapevamo già dove andare, naturalmente senza la certezza di trovare posto. Nonostante ci fossi già stato l’estate prima, la signora dell’Horta Rosell non mi aveva riconosciuto,  quindi non aveva risposto al mio fax di prenotazione.

In ogni caso, anche quest’anno facciamo centro al primo tentativo: il posto non manca, il prezzo e sempre quello, benvenuti e sistemati in meno di mezz’ora.

Ho già scritto un’articolo su dove mangiare risparmiando a Tossa de Mar. Quando scrissi quel post però non avevo ancora avuto il piacere di conoscere la simpatica famiglia che gestisce il ristorante la Cantina. Questo posto è una vera chicca. A una decina di metri dal più famoso Bahiton bar grill, si raggiunge da lì prendendo la via che si allontana dal mare e girando subito a destra. Il locale potrebbe sembrare anonimo, ha le foto dei piatti sul menù al posto dei nomi delle piatanze, ma la realtà è che non c’è un vero menù. Parlate con la signora, fatevi capire. Se vi prende bene vi preparerà quello che preferite. Alla Cantina non fanno Paella: volete la Paella? Basta passare verso le sette, avvisate la signora che la sera andrete lì e vorreste mangiare Paella, lei andrà a fare la spesa e ve la preparerà.

Scoperta la cantina, ci siamo tornati più volte. Ottima la carne degli spiedini, le tapas costano la metà rispetto a tutti gli altri ristoranti che ho visto in zona. In due abbiamo speso sempre attorno ai venti euro; a volte poco più, altre poco meno.

Scusate, ma non posso fare a meno di sottolineare anche stavolta. Venti euro in due in un ristorante in centro, uscendo più che sazi e caffettati! Ma anche in altri ristoranti, la storia è sempre la stessa. Qualche esempio? Bottiglia di buon vino DOCa, Rioja, otto euro; birra piccola uno e cinquanta; piatto combinato con carne, uova, patate, insalata otto euro; Spiedino gigante di carne mista (sarà stato circa mezzo chilo di roba) con contorno di patate nove euro

La differenza con l’Italia è impressionante. L’altra sera abbiamo speso 36 euro in due per andare a mangiare alla sagra della polisportiva Sfoglietti…

Ok… è vero che in Spagna l’iva che si paga al ristorante è del 7%, non del 20%, ma la differenza rimane troppa. Come dicevo, l’impressione è quella che in Italia ti prendano per i fondelli.

Continua…

Autore: Fabio Colombari

Editore ed Autore di OkkiO, blog online dal 2007,Bassista dei Carte48...Scegliere la personalità preferita...