Pagare le tasse è contro natura: perché abolire le imposte sui redditi. [idee provocatorie]

L’articolo 53 delle Costituzione Italiana recita: Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva… Ma questa norma va contro la cultura, quindi in qualche modo anche  contro la natura, degli Italiani.

Accade in Italia che un professionista disponga di un doppio prezziario: con o senza fattura. Questo lo sappiamo tutti. Ma…

Accade in Italia che un professionista debba litigare con un cliente che rifiuta categoricamente di farsi emettere fattura.

Accade in Italia che un cliente si faccia beffe di un professionista, dicendogli che facendo fattura non ci si arricchirà.

Accade in Italia che se un dipendente con busta paga da mille euro al mese chiede un prestito per un certo importo, questo non gli venga concesso; e accade che, dopo di lui,  a chiedere un prestito per lo stesso importo, ci sia un professionista che dichiara diecimila euro all’anno di reddito lordo: egli otterrà il prestito…

Accade in Italia che un professionista debba giustificare davanti al cliente incredulo la propria insistenza a voler emettere fattura. (Totale capovolgimento della realtà, direbbe qualcuno.)

Accade in Italia che in ospedale, un medico amico consigli di non pagare il ticket, tanto i controlli non arriveranno mai; e accade che quando il paziente dice di voler pagare ugualmente, il medico sbigottisca; e accade che il paziente debba spiegare al medico che qualcuno dovrà pur pagare il suo stipendio…

Accade in Italia che chi potrebbe evadere le imposte sui redditi e non le evade, sia considerato stupido, ingenuo, poco furbo.

Astuto, non ladro, è invece considerato colui che non paga.

Accade in Italia che l’evasione fiscale sia allo stesso tempo un reato ed una comune prassi quotidiana.

Accade in Italia che l’evasione fiscale si avvicini al 20% del Prodotto Interno Lordo.

Ne consegue un evidenza: gli italiani non ne vogliono sapere di pagare le tasse.

E allora, visto che il popolo è sovrano, mi chiedo? Perché imporre il pagamento delle tasse a chi non vuole saperne di pagarle?

E’ giusto costringere chi paga le tasse a sobbarcarsi un 10% in più per coprire chi non paga?

Se lo  Stato Italiano non è in grado di progettare un sistema che garantisca il pagamento delle tasse da parte di quasi tutti, abbassando l’ evasione ad un livello fisiologico pari a quello di altri stati europei, è giusto pretendere il pagamento solo da coloro che, per tipologia lavorativa, non possono sfuggire.

Una legge deve essere valida per tutti i cittadini, ma anche il controllo dovrebbe essere uguale per tutti.

La legge italiana che impone il pagamento delle tasse sul reddito invece è fortemente discriminatoria. I lavoratori dipendenti sono fortemente penalizzati, poiché a loro non è neppure data la possibilità di evadere il fisco (se si esclude l’ipotesi, peraltro non rara, di un impiego in nero). Ancor più penalizzati sono i dipendenti pubblici, cui è preclusa anche la possibilità di qualche fuori busta.

In sintesi possiamo dire che in Italia la legge che impone di pagare imposte sui redditi è iniqua e si oppone al volere degli italiani stessi di non pagare le tasse. Abbiamo una legge che si scontra con la nostra cultura, con le nostre usanze, con le nostre tradizioni, quindi va abolita.

Come li paghiamo i servizi pubblici dici?

Ah… questa è un’altra storia.

Però… se conosci qualcuno che evade le tasse… e magari ha una bella macchina… ogni tanto prendigliela e vai a farci un giro. L’ha pagata in parte coi tuoi soldi, quindi è anche un po’ tua.

Autore: Fabio Colombari

Editore ed Autore di OkkiO, blog online dal 2007,Bassista dei Carte48...Scegliere la personalità preferita...

  • http://www.laquintadellupo.it Federico Tubaro

    Come li paghiamo i servizi pubblici?
    Basterebbe che lo Stato stampi la quantità di moneta necessaria per pagare chi lavora per offrire tali servizi.
    A che cosa serve tassare i cittadini? Molto più semplice trattenere i fondi alla fonte piuttosto che immettere sul mercato dei soldi e poi ritirarli per mezzo delle tasse, la cui riscossione richiede una enorme burocrazia: dichiarazioni dei redditi da parte dei contribuenti e controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Se invece aboliamo le tasse, i fondi per i servizi pubblici vengono stanziati direttamente dallo Stato, che rappresenta democraticamente tutti i cittadini, i quali decidono le spese votando le proposte dei loro rappresentanti comunali, provinciali, regionali e statali.
    Chiedo che cosa non funzionerebbe di questa proposta di abolizione delle tasse. Non potrebbe funzionare eliminando enormi costi burocratici?

  • http://profiles.google.com/colombari.fabio Fabio Colombari

    Diciamo che io, per quanto conti, potrei anche essere d’accordo… ma come giustifichi il sistema usato finora? Ok, ragazzi, fino ad ora ci siamo sbagliati… si cambia… mmm… ci credo poco

  • http://www.facebook.com/federicotubaro Federico Tubaro

    Quello che mi sto chiedendo è se ci sono motivi per cui non funzionerebbe un sistema senza tasse in cui lo stato ha il potere di finanziare i servizi pubblici creando il credito che serve per pagarli. Possiamo analizzare a fondo la questione insieme? Per esempio: il sistema attuale, burocraticamente molto complicato e costoso, riesce a sapere, dalle dichiarazioni dei redditi, come va l’economia del paese. Se non ci fossero le tasse quasto sarebbe possibile?

  • http://profiles.google.com/colombari.fabio Fabio Colombari

    A parte il fatto che, a mio avviso, nella frase “come va l’economia” sono contenute troppe idee implicite, credo che, in teoria, potrebbero essere costruiti altri indicatori statistici per avere un idea di come e dove va l’economia. Sarebbe il caso di tirare in ballo qualche esperto di indicatori economici. Da qui ne potrebbe uscire una discussione sul PIL, su cosa questo indicatore calcola e su cosa NON calcola.
    In ogni caso, sia chiaro fin da subito, non è mio interesse proporre soluzioni ad un problema: primo perché non ne ho, secondo perché sono convinto che quello di cui stiamo parlando non sia un problema, ma un dato culturale.